Compro Tute Louis Vuitton Milano
Gli esperti di christie’s hanno risposto a questa domanda creando una vera e propria guida al Compro Tute Louis Vuitton Milano.
Un vademecum sugli esemplari più rari, i materiali da valutare, le collezioni e le special collaboration a cui non poter rinunciare.
Innanzitutto, puntare sui materiali.
Il keepall, ad esempio, il classico borsone da viaggio louis vuitton, è totalmente impermeabile.
Mentre la boreal, la classica cartella da lavoro in pelle prodotta dal marchio parigino, è una delle più resistenti in assoluto.
Non solo, se si tratta di puntare sui pellami, allora le pelli esotiche sono tra le più ambite.
Le borse louis vuitton in coccodrillo, struzzo, serpente, alligatore, sono tra i principali oggetti desiderati dai collezionisti.
Altre borse louis vuitton da puntare quando si tratta di un acquisto di un vecchio modello sono quelle frutto delle collaborazioni speciali.
Tra le più desiderate?
I modelli monogram con le rose, creati da stephen sprouse, e quelle a pois create in collaborazione con l’artista giapponese yayoy kusama.
Ma anche le versioni create con takashi murakami nel 2003 e nel 2008, e con richard prince nel 2007.
Generalmente numerate e contrassegnate dalla stagione e collezione per cui sono state realizzate, sono le borse da passerella.
Le show bags, realizzate in numero estremamente limitato, sono caratterizzate da un processo artigianale complesso.
Di ottima manifattura e rarissime, le più eccezionali sono il modello graffiti del 2001 e il multicolore, del 2003.
un altra collab tra le più celebri di louis vuitton è quella con il marchio supreme, che da subito ha generato grandissimo hype e scatenato l’acquisto da parte di appassionati di entrambi i brand e per i più nostalgici? i bauli louis vuitton.
rarissimi e antichi, molti sono esposti in musei o in alcune boutique lv in giro per il mondo. nonostante i pochi in circolazione non siano più da uso quotidiano, sono un esempio chiarissimo della maestosità del marchio, il che li rende estremamente appetibili. un raro baule explorer in zinco, datato 1886, sarà battuto all’asta da christie’s a hong kong a fine mese, e il prezzo stimato è circa 30.000-40.000 euro, mentre il più caro mai battuto è stato un altro esemplare relegato in alluminio, venduto a 162.500 sterline.
tra le offerte di bauli louis vuitton e di borse, spiccano anche quelle custom made. da poco, infatti, come sottolinea la casa d’aste britannica, il marchio offre alla clientela la possibilità di creare il proprio modello secondo il gusto personale. un’alternativa esclusiva, propria di una maison che da sempre lascia spazio alla creatività. ma cosa spinge, oggi più che mai, le aziende a volersi liberare – anche fisicamente, se necessario – della merce in eccesso anziché cercare di “riciclarla”?
la risposta più ovvia, e quasi idiotica nella sua brutalità, è quella di voler preservare l’esclusività dei propri prodotti e il valore del marchio. si prenda il caso burberry: l’eliminazione feroce del magazzino non è che una parte del piano quinquennale messo a punto dall’amministratore delegato marco gobbetti, ex céline, lo stesso che ha voluto riccardo tisci alla direzione creativa dello storico marchio britannico.

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